Post flash come al solito.
Amo le tisane camomilla e liquirizia.
Non so come ma mi saziano.
Sul serio.
E in periodo di dieta capirete che ricoprono un ruolo di NON POCA importanza.
Dunque, mi chiedete notizie di mio padre.
Ossia dell’uomo rubato alla cinematografia italiana.
Se non temessi di ritrovarmi diseredata in tempo record, registrerei, sbobinerei e trascriverei le sue invettive durante le partite di calcio per farmi capire il soggetto.
Mio padre tifa per due squadre: Inter e Foggia.
Il che, per chi non s’intende di calcio, è un po’ come scommetere su di un cavallo senza rotule, cercare di uscire da Roma alle diciotto e trenta del venerdì, usare lo shampoo dell’Antica Erboristeria per capelli grassi senza poi passare l’olio motore per districarli o usare l’acetone al posto del colluttorio.
Puro masochismo.
Niente di più e niente di meno.
Quindi capirete che già un uomo dal sistema nervoso normale impazzirebbe, pensate uno con il sistema nervoso techno come mio padre, che quando urla sembra che stia parlando a un megafono.
Il fatto poi è che mio padre, come dissi tanto tempo fa nel mio blog di allora, è affetto da perfidia cerebrale.
Ossia il suo cervello automaticamente partorisce nefandezze mentali sulle situazioni più varie e disparate. Però è anche medico, il che lo rende rigoroso e scientifico nelle spiegazioni degli insulti che partorisce.
Ora, prima che pensiate che mio padre sia Mengele oramai ultracentenario, sappiate che è anche una delle persone più divertenti che io abbia mai conosciuto.
E che la perfidia cerebrale è una delle cose che mi ha passato in eredità.
E che se penso a quando (eh, quando???) mi sposerò e cerco d’immaginare il momento a maggior rischio di pianto è quello in cui, davanti all’altare, lascerò il suo braccio per prendere la mano del mio futurissimo marito.
Perché se gli altri bambini sono cresciuti ascoltando I racconti io sono cresciuta ascoltando i SUOI racconti, sulla sua famiglia, sui suoi cugini, sui suoi fratelli.
E sebbene in molte cose siamo molto diversi, in altre siamo tremendamente simili.
E sono proprio quelle cose tremendamente simili che costituiscono l’equipaggiamento che fino ad ora mi ha permesso di barcamenarmi in questo mondo assurdo.
Mio padre è una di quelle persone con cui ti piace riderci insieme, non so se rendo.
E trova sempre le scarpe in sconto. E per questo io che ho comunissimo e diffusissimo trentotto lo odierò sempre!
<3
Etichette: cinematografia italiana
davvero molto interessante il tuo blog!
Grazie!
prego ^^
Io penso sempre (e piango al solo pensiero), che vorrei fare un ballo con mio padre, ma quando ne ho avuta l’occasione, per il compleanno di mia sorella minore, non l’ho fatto. Mia sorella era disperata e ho voluto evitare di disperarmi anche io.