Socialitè

24 gen

Sono in sindrome premestruale e non mi sopporto.

Sul serio.

Non sopporto il fatto di non sopportare niente.

Qualunque cosa e qualunque persona mi irrita, solleticandomi istinti omicidi.

Okay, respira.

Respira.

Brava così.

Dunque, ho deciso che non appena prendo lo stipendio mi compro qualche vestito, sia perché non accade dal 15/18, sia perché sono dimagrita, sto dimagrendo, e quindi mi voglio gratificare.

Non parlo di andare da Zara o che, ma almeno H&M…

Vabbè.

I miei sono stati a Roma questo week end e ripartono oggi. Il motivo è stato principalmente una brutta bronciolite di Verdun che l’ha portata persino a farsi una giornata al Pronto Soccorso.

Bella di zia, ha preso i miei bronchi -.-.

Comunque, sabato sera ho deciso di portare i miei fuori quartiere e così siamo andati in un ristorante a Ponte Milvio che io e Mirtillo in questo periodo amiamo, un posto molto shabby chic con luce tenue, la musica in sottofondo e bla bla bla.

È stato tutto molto bello fino a quando mio padre non ha preso il menù, strizzato gli occhi, messo gli occhiali, strizzato di nuovo gli occhi e poi agguantato una sorta di chiavetta con torcia incorporata che ha poi puntato verso il menù, stile speleologo.

Ma penso che il punto più alto l’abbia raggiunto quando il cameriere è venuto a prendere le ordinazioni e lui gli ha puntato la luce in faccia.

Dopo essersene accorto l’ha abbassata e spenta, per riaccenderla nei momenti salienti dell’ordinazione. Cose del tipo:

… e poi un branzino con verdure ma – luce- SENZA OLIO luce- mi raccomando!”.

Ve l’ho sempre detto che mio padre è stato letteralmente rubato alla cinematografia italiana.

E comunque il branzino alla griglia con verdure senza olio era il mio, quindi applauditemi per non aver ordinato i bocconcini di bufala fritta.

Sebbene trovi un ladrocinio pagare un piatto di verdure grigliate sei euro non voglio che la mia dieta mi precluda qualunque tipo di vita sociale quindi sti cazzi.

E niente, ho scritto questo post nei dieci minuti che mi sono data di pausa in questa mattinata di delirio per non sclerare.

E sono finiti.

Quindi ciao.

P.S. Prima di commentare ricordatevi che la Sindrome Premestruale è ancora in atto.

Etichette: , , ,

14 Risposte to “Socialitè”

  1. Alice gennaio 24, 2012 a 11:06 am #

    Anche io sono in sindrome premestruale…il commento più edificante che riesco a fare.

  2. Laura gennaio 24, 2012 a 11:10 am #

    Ti dico solo che io invece sembro la moglie di ray charles, bloccata a casa di mia madre e semi costretta a letto. Quindi ti capisco.
    E complimenti per il peso perso: lo shopping fa miracoli contro la misantropia da sindrome pre mestruale.

    • Mirtilla gennaio 24, 2012 a 1:25 pm #

      Noooo, mi dispiace!!!
      Sì, viva la shopping :-)

  3. erika gennaio 24, 2012 a 1:13 pm #

    Ahahah fantastica, soprattutto per il senza olio (senza olio????:O)

    • Mirtilla gennaio 24, 2012 a 1:23 pm #

      Si sospetta intolleranza. No comment và… :-( ((

      • erika gennaio 25, 2012 a 3:22 pm #

        ma no cazzarola!!!

  4. La seconda signora Panofsky gennaio 24, 2012 a 7:09 pm #

    mmm, ma che ristorante è? Charlie?

    • Mirtilla gennaio 24, 2012 a 10:00 pm #

      No non è Charlie, non lo conosco nemmeno è carino??? Ma soprattutto … Perché proprio la seconda signora Panofsky??? Mi è piaciuto troppo La versione di Barney!😊

      • La seconda signora Panofsky gennaio 25, 2012 a 9:49 am #

        Carino, sì. Io comunque ci lavoro a Ponte Milvio, ed uscendo ad orari improponibili la sera finisco sempre per cenare lì, quindi per mia sventura conosco fin troppo bene tutto il fighettume localesco concentrato in quella specie di Upper Rome Side.
        La seconda signora Panofsky è il personaggio centrale del libro, senza di lei Barney sarebbe nessuno. Comunque se ti è piaciuta la versione leggiti assolutamente “Solomon Gursky è stato qui” ;)

      • Mirtilla gennaio 25, 2012 a 10:54 am #

        Nemmeno io amo la zona, soprattutto la fauna del luogo, infatti vado SOLO lì e rigorosamente a cena, solo una volta mi sono arrischiata al dopocena e… troppe ciavatte per i miei gusti. Il locale è il VOY, ma ci vado solo se c’è posto in veranda, la sala di destra iperfashion e con i tavoli pressati non mi piace più di tanto.
        Anche il dulcamara non è male.
        Se bonificassero la zona da squinzie e magnaccia formato mini manco male sarebbe.
        Ma vabbè.

      • La seconda signora Panofsky gennaio 25, 2012 a 11:00 am #

        :) io lavoro esattamente di fronte a VOY, quindi fondamentalmente ci pranzo. A cena non mi è mai capitato di fermarmici, al massimo aperitivo (ma non te lo consiglio, troppo miserevole e tristanzuolo).

  5. tatinapestifera gennaio 24, 2012 a 10:35 pm #

    La descrizione di “patre” che usa la chiavetta- torcia è esilarante…ahahahha avrei voluto vedere la scena!!!!p.s: congratuleiscion per i kg persi e per il branzino senza olio…non so se al posto tuo ce l’avrei fatta :)

  6. klelya gennaio 24, 2012 a 11:31 pm #

    io a questo punto bramo un post tutto dedicato a tuo padre.
    no perchè in queste poche righe che gli hai dedicato mi è diventato un sacco simpatico :P
    (evviva lo shopping-premio!!!)

Lascia un Commento

Fill in your details below or click an icon to log in:

Logo WordPress.com

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Modifica )

Foto Twitter

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Modifica )

Foto di Facebook

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Modifica )

Connecting to %s

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 45 other followers